Con un composto di microRNA estratti da micro ambienti embrionali, si è scoperto che questi agiscono da inibitori per l’invasività e la migrazione all’interno dell’organismo delle cellule tumorali.
La strada è ancora lunga, ma grazie a questo brevetto le speranze di giungere alla produzione di un farmaco efficace si sono accese. La caratteristica di una simile cura sarebbe quella di distinguersi dalle terapie convenzionali: queste, infatti, incidono inevitabilmente sulla qualità della vita del paziente, contribuendo troppo spesso alla progressione stessa del tumore, alla sopravvivenza delle cellule tumorali e all’acquisizione di resistenza ai farmaci.



